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Tra I Miraggi Del Deserto Di Sale

Tra i miraggi del deserto di sale

Gli altipiani desertici andini sono terre dure e inospitali, dove i cicli naturali la fanno da padroni e l’uomo è subordinato all’ambiente estremo che lo circonda. In quelle lande desolate è necessario essere completamente autosufficienti; il clima rigido dell’altopiano crea incredibili sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte, e l’orientamento è sempre difficoltoso. Ma in quelle “terre dell’aridità”, si cela uno degli ambienti naturali più esclusivi e affascinanti del mondo, tra sconfinate distese di sale e i più alti vulcani attivi della Terra. E’ una regione in cui l’avventura è all’ordine del giorno, in cui è costantemente necessario sfruttare al massimo le proprie capacità organizzative, fisiche, di orientamento. Affrontare una lunga spedizione con 3000 chilometri da percorrere significa tuffarsi in un’esperienza piena di incognite, dove l’unico punto di riferimento sono la luna e la voglia di farcela. La stessa voglia che, dalla partenza all’arrivo, ha dominato gli animi del gruppo astigiano che con me è partito per questa spedizione. Siamo in Bolivia, dove le frontiere di quest’ultima si congiungono con quelle di Cile e Perù, ma qui da sempre i confini rappresentano solo linee geometriche tracciate sulle carte geografiche. Qui, di fronte al Salar di Uyuni, il più esteso deserto di sale al mondo, si estendono chilometri quadrati di bianchi e compatti cristalli di sale: l’emozione è grande e ancor più emozionante sarà percorrerne la piatta superficie sulle nostre quattro ruote. Percorriamo la distesa orizzontale sulla quale il calore e il gelo notturno hanno disegnato geometriche cristallizzazioni ottagonali. La luce del sole riflessa dai minutissimi cristalli rende tutto accecante, monocromatico; ogni cosa qui risulta perfettamente uniforme: la bianca distesa di sale, le montagne lontane che si stagliano sullo sfondo, il cielo all’orizzonte reso traballante dalla forte escursione termica. Corriamo con le nostre auto senza un obiettivo preciso, in questo deserto non esistono ostacoli né vi sono punti di riferimento, vi è solo sale in tutte le direzioni e, certamente, l’orientamento è il problema più importante. A volte, nelle ore più calde della giornata, pare di scorgere all’orizzonte strane forme scure, simili a rilievi montagnosi, che però non vengono mai raggiunti nonostante le nostre auto avanzino in quella direzione. Si tratta di “miraggi” che qui, come negli altri deserti della Terra, rappresentano un’ulteriore fonte di confusione per chi debba ricercare la giusta direzione. A poco a poco la notte si avvicina e l’immensa massa salina, terribilmente calda durante il giorno, si trasforma in una gelida superficie battuta dai venti. Al termine della nostra spedizione rileggeremo il diario di viaggio sul quale troveremo appuntato un elenco delle tante gomme forate e delle sospensioni andate in pezzi. Nel frattempo, però, non potremo fare a meno di rileggere dentro di noi i ricordi di deserti aridi, accecanti “salares”, vulcani fumanti. E allora scopriremo, incredibilmente, di avere appena visitato un altro Pianeta !

 
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