Isola di Soqotra

Isola di Soqotra

Soqotra è un’isola misteriosa, persa tra l’Oceano Indiano e il Mare Arabico, appartiene allo Yemen ma è a due passi dalla Somalia.
A Soqotra un’antica leggenda narra che una nobildonna di Herat, in Siria, ammalata gravemente, tentò ogni cura invano. Un indovino disse allo sposo della donna che l’unico modo per guarirla sarebbe stato quello di cercare un’isola nel Mare Arabico, raccogliere le bacche di ogni pianta che vi fosse cresciuta e somministrarle alla moglie. Vi era però un problema, sull’isola viveva un enorme e feroce dragone alato che la difendeva da chiunque tentasse di sbarcarvi. L’uomo trovò l’isola e vi sbarcò, il dragone come previsto arrivò e tra i due si svolse una lotta cruenta. Colpito a morte, il mostro si alzò in volo, dalle sue ferite il sangue cadde sull’isola e da ogni goccia nacque un arbusto dalle strane forme che venne chiamato “sangue di drago”; ancora oggi, incidendone la corteccia, ne fuoriesce un liquido rosso come il sangue. Soqotra mi è parsa un’ambiente intatto in cui l’uomo è poco più di una comparsa, un Paradiso Terrestre! A Qalansia, punta orientale dell’isola, una laguna immensa mi divide dall’Oceano Indiano; salgo in alto ad osservare uno splendido tramonto!

Soqotra (YEMEN), 2007

Shaharah

Shaharah

Raggiungere il villaggio di Shaharah, arroccato sulle montagne dello Yemen settentrionale, è sempre stata un’impresa ardua, soprattutto per la bellicosità dei suoi abitanti armati fino ai denti. Nel 1996 riuscii a raggiungerlo e dopo un avvicinamento impossibile mi ritrovai sulla piccola piazza del villaggio. Mi avviai tra le case in pietra, gli sguardi che incrociavo erano truci, senza sorrisi e gesti di ospitalità, mi sentivo a disagio; le costruzioni erano abbarbicate alla montagna, talvolta dalle finestre ombre sfuggenti mi lanciavano occhiate curiose, ma appena alzavo lo sguardo improvvisamente si dileguavano. Mi si avvicinò un pickup, sul cassone uomini armati di khalasnikov mi osservarono, senza rendermi conto dell’eventuale rischio alzai la fotocamera e scattai quest’immagine all’uomo più vicino che, inaspettatamente, mi sorrise inorgoglito.

Shaharah (YEMEN), 1996