La slitta correva sul ghiaccio del pack

La slitta correva sul ghiaccio del pack

La slitta correva sul ghiaccio del pack mentre la temperatura toccava i -35°C, era difficile tenere in mano la macchina fotografica. Lo stridìo dei pattini sul ghiaccio, il respiro affannoso dei cani, le incitazioni antiche di un popolo cacciatore e talvolta il secco schioccare di una lunga frusta rompevano il silenzio che regnava nel fiordo. Il cacciatore Inuit avvolto nel suo “parka” di pelliccia di caribou si volse un attimo verso di me con il viso interamente ghiacciato. Con fatica alzai la fotocamera e scattai questa immagine.

Terra di Baffin (CANADA), 1990

Kailash

Kailash

In un angolo remoto del Tibet occidentale, uno dei più elevati e desolati luoghi della Terra, si staglia nel cielo cristallino una maestosa piramide di roccia e ghiaccio: il Monte Kailash. Da più di mille anni, i pellegrini usano circumambulare la montagna seguendo un antico rituale di devozione che ancora oggi si mantiene inalterato. Lungo il sentiero, che supera tre passi oltre i 6000 metri di altitudine, gli innumerevoli fedeli si prostrano continuamente sul terreno accidentato in segno di penitenza. Stavo effettuando il pellegrinaggio quando vidi quest’uomo che sostava ai piedi del Kailash, aveva acceso un piccolo braciere e riscaldava l’immancabile tazza di the’.

Tibet (CINA), 2000

La cucina del putagé

La cucina del putagé

Oggi, nel basso Piemonte, sulle antiche vie del sale e sulle colline UNESCO della vite e del tartufo, a custodire il sacro fuoco del putagé sono febbrili mani e solleciti pensieri femminili. La perifericità, la selvosità dei luoghi, la storicità, la continuità familiare, la sobrietà sono tra i loro valori. La risoluta mitezza delle sacerdotesse, la serenità delle tavole, il rispetto verso Madre Terra e verso i clienti ospiti, il tratto comune. Cucine dalla forte personalità e, in quanto tali, fra loro diversissime. Storie di donne, patrimoni di umanità e di femmineo benfare. Eroine di una cucina che va omaggiata e raccontata. Nel contempo, un viaggio dalle Langhe-Roero al Monferrato al Tortonese per delineare un itinerario fondamentalmente culturale.

LUCIANO BERTELLO
FOTOGRAFIE DI SERGIO ARDISSONE
La cucina del putagé

Saperi del fare e patrimoni di umanità fra Langhe-Roero, Monferrato e Tortonese

SORI’ Edizioni

 

Il cratere vulcanico di El Sod

Il cratere vulcanico di El Sod

Il cratere vulcanico di El Sod è un catino infuocato all’interno del quale la laguna salata appare come una macchia nera tra il verde della vegetazione circostante. Gli uomini Borana, quasi nudi, vi si immergono a ripetizione per estrarvi, con lunghe pertiche, il salgemma dal fondo. Il salino ne cuoce la pelle e il fondo cristallino ne ferisce il corpo, si proteggono le narici con grossolani tamponi che deformano i loro visi. Un lavoro infernale!

Riuscii a scattare quest’unica foto ad un uomo appena emerso dalla laguna.

Cratere di El Sod (ETIOPIA), 2015

Bambina Kirghisa

Bambina Kirghisa

Era il 1990, in un luminoso mattino di agosto stavo attraversando un villaggio Kirghiso sugli elevati altopiani del Pamir cinese. Improvvisamente, una piccola bimba vestita di rosso con una bambolina in mano fece capolino per un attimo dalla porta della sua “yurta”, curiosa come tutti i bambini del mondo, e mi concesse solo questo scatto prima di rientrare impaurita.

Bambina Kirghisa – Xinkiang (CINA), 1990